martedì 6 ottobre 2015

CHEF GIULIO COPPOLA, RISTORANTE “LA GALLERIA” DI GRAGNANO

“L'interpretazione generale della cucina è soggettiva, ma ciò che ritengo molto importante è rispettare la manipolazione della materia prima, e osservare la periodicità di prodotti che la natura ci offre... questa è la nostra filosofia in cucina!”: ciò è quanto si legge nella presentazione on line del ristoranteLa Galleria” di Gragnano, gestito dallo Chef Giulio Coppola, insieme alla compagna Camilla.


“Farete fatica a credere - afferma lo Chef -, ma il cibo è la mia passione, fin da piccolo. Guardavo nonna Concetta cucinare, cercando di rubarle quei segreti e dettagli che trasformano un piatto da buono a ottimo. Questa passione nel corso degli anni non è mai venuta a mancare, trasformandosi in lavoro. Sono cresciuto alla "prestigiosa corte" dell'amico e maestro Antonino Cannavacciuolo, Chef e patron di Villa Crespi ad Orta San Giulio. Un vero guru dei fornelli: 2 stelle Michelin, 3 forchette Gambero Rosso e 3 cappelli de "L'Espresso", nonché il volto televisivo di Cucine da incubo.” (fonte: ristorazioneitalia.it)Ottima la qualità dei piatti, a cominciare dal pane e dagli antipasti… 


per non parlare della pasta. Prezzi contenuti nonostante l’alta qualità, ambiente tranquillo e accogliente; Camilla, in sala, guida la scelta dei piatti e dei vini. 

Di seguito, le prelibatezze gustate loscorso fine settimana:

Entrée di benvenuto:





pane classico con farina Petra 3 integrale e fior di ricotta.

Aperitivo:



crocchè di patate
polpettine di melanzane
montanara
crema topinambur e gorgonzola

Stuzzichino:


pasta e patate ripassata con ristretto di crostacei

Pane classico con Farina Petra 3 integrale;
Focaccia con farina di farro con broccoli e salsiccia;
Brioche con scarole e capperi;
Grissini al burro;
Grissini al sesamo;
Tarallini con mandorle. 


Antipasto:

Selezione di formaggi:
pecorino stagionato;
provolone del monaco;
pecorino stagionato in mosto d'uva;
confettura di fichi;
nocciole;
pane e mortadella Bonfatti.


Bruschettone con ricotta, cicoli e broccoli.


Primo piatto: Pasta al Pomo d'Oro


Preparazione con pomodoro giallo, gelatina di pomodoro corbarino, pomodoro San Marzano secco, concassè di pomodoro di Sorrento. Questo piatto è stato preparato al Convegno Nazionale Confagricoltura "Internazionalizzazione e TTIP: Occasione di crescita per l'agroalimentare italiano".

Primo piatto: Pasta mista con ceci, gambero rosso e rosmarino.


Primo piatto: Risotto con crema di zucca, spuma di provola e salsiccia.


Piccola pasticceria:


cornetti con crema al cioccolato bianco, frolla, cookies al cioccolato, biscotto all'amarena. 


Le bevande:
Vadantico 2009 Aglianico Campi taurasini DOC
Grappa barricata "Amarone"

INFO:
LA GALLERIA
Piazza Augusto Aubry 8
Gragnano (NA)
Tel.: +39 081 8733029

venerdì 21 agosto 2015

SAPORI E TRADIZIONI: PREPARAZIONE DELLA SALSA DI POMODORO

Quasi tutti sono ormai abituati ad acquistare la salsa di pomodoro direttamente presso il proprio supermercato di fiducia. Tuttavia, ci sono - in Campania ma non solo - alcune famiglie che, per tradizione, la preparano da sé… La preparazione delle salsa di pomodoro, o della cunserva, così come viene chiamata, segue un rituale molto antico anche se ormai cambiato nelle modalità e nelle forme, che ha coinvolto, generazione dopo generazione, migliaia di individui che traevano dalla natura il totale sostentamento per se stessi e per la propria famiglia. Se anche voi volete preparare della salsa direttamente in casa vostra non dovrete far altro che:


RACCOGLIERE I POMODORI: un’attività che coinvolgeva sicuramente tutta la famiglia che, china sulle piante di pomodoro, raccoglieva anche per diverse ore al giorno, sotto il sole cocente dell’estate mediterranea, quintali e quintali di questi ortaggi da destinare alla “spremitura”.


PULIRE I POMODORI DAI PEDUNCOLI: per evitare che il sapore amaro del peduncolo, unto anche dalle sostanze grasse prodotte dalla pianta, finisca nella conserva, è necessario eliminarli tutti ad uno ad uno, prima di procedere alla lavorazione vera e propria.


SPREMERE I POMODORI:dopo la pulitura dai peduncoli i pomodori vanno “spranti“, ossia bisogna privarli della semente interna. Per questa operazione bisogna mettere i pomodori (dopo averli accuratamente lavati) in una vasca con dentro dell’acqua. Si afferrano poi singolarmente e schiacciati con le mani sotto la superficie in modo da evitare che la semente schizzi via e colpisca qualche collega.

COTTURA DEI POMODORI: una volta “spranti”, i pomodori devono essere cotti all’interno di un tegame fino a che non diventano fumanti.


FRULLATURA: la fase di frullatura prevede il passaggio dei pomodori cotti all’interno di un particolare macinino che, oltre a spremerli per estrarne il succo, consente l’eliminazione della buccia (è un materiale di scarto utilizzabile anche come concime).

IMBOTTIGLIAMENTO: una volta ottenuto il succo dai pomodori non resta che imbottigliarlo, avendo magari premura di inserire all’interno di ogni bottiglia una foglia di basilico per aromatizzare la salsa durante la seconda fase di cottura.



BOLLITURA: dopo aver riempito e tappato tutte le bottiglie di salsa bisogna procedere con l’ultima operazione, quella che ne consente la sterilizzazione e la cottura definitiva. Tutte le bottiglie vengono inserite in un grande calderone ricolmo d’acqua che dovrà essere lasciato sul fuoco, a fiamma alta (procedura che di solito si svolge in una campagna con grandi recipienti metallici), e far bollire tutto il contenuto per almeno 40 minuti.